DR. MARTENS E PENSIERI SPARSI


Sono a Londra con le scarpe della mia vita. 



Voi che mi seguite su Facebook lo sapete già ma ecco.. sto diventando una brutta persona. Io che sono sempre stata una sostenitrice del diritto degli uomini a non fare shopping ho spedito il mio a comprarmi le scarpe . A mia discolpa posso dire che l'ho fatto perché a Londra costano quei cinquanta euro meno che in Italia e, cinquanta euro in più in banca, lo sapete, significano altre scarpe. 

Quando le ho avute tra le mani è stato subito come avere tredici anni una seconda volta. 

Io a tredici anni ero un sacco fashion, ma non lo sapevo: avevo i pantaloni in tartan, gli anfibi, la minigonna di pelle, la gonna plissè lunga in lana ereditata dalla mamma e lo smalto nero.  Avevo anche il giubbotto di jeans oversize, un kilt e il beanie che a quel tempo lo chiamavamo tutti "il cappello alla Alberto Castagna" e le mamme ci costringevano a metterlo anche se sapevano benissimo che appena usciti dal loro campo visivo ce lo saremmo levati. 

Insomma io ero fichissima ma nessuno capiva, mi prendevano tutti in giro e mi chiamavano punk. Adesso, dodici anni dopo, mi vesto esattamente nella stessa maniera ma tutti mi mettono i pollici su LookBook. The hell is wrong with you guys? Ero forse una pioniera delle moda senza saperlo, roba che Vivienne Westwood spostati proprio?

Cara moda, che scherzi sono mai questi? Alcuni lo chiamerebbero un "dolce amarcord" ma per me, che le medie e il liceo li ho odiati, no. Io avrei ucciso tutti e se ultimamente c'ho un po' la tendenza a incazzarmi scusate. 

Adesso vado a costringere il mio fidanzato a farmi le foto che blogger+fotografo is the new velina+calciatore e poi vi volevo farvi vedere tantissimo il mio nuovo vestito a fiori per cui ho speso venticinque euro da Zara solo perché non trovavo quello che portavo quando ero piccola. Nessuna battuta, a tredici anni ero alta un metro e settanta esattamente come adesso. 


Stay awesome.


Ps. Nel caso in cui tu, brillante pensatore, te lo stessi chiedendo, no: le scarpe non le ho indossate prima di appoggiarle sul letto, non mi chiamo mica Chiara Ferragni, io.